redazione

L’inizio è facile da individuare. Eravamo al sole, vicino a un cerro che ci proteggeva in parte da forti raffiche di vento. Io stavo inginocchiato sull’erba con un cavatappi in mano, e Clarissa mi porgeva la bottiglia - un Daumas Gassac del 1987. L‘istante fu quello, quella la bandierina sulla mappa del tempo: tesi la mano e, nel momento in cui il collo freddo e la stagnola nera mi sfioravano la pelle, udimmo le grida di un uomo. Ci voltammo a guardare dall’altra parte del prato, e intuimmo il pericolo. L’attimo dopo, correvo in quella direzione. Si trattò di un rivolgimento assoluto: non ricordo di aver lasciato cadere il cavatappi, né di essermi alzato, di aver preso una decisione, né di aver sentito la raccomandazione che Clarissa mi rivolse. Che idiozia, lanciarmi dentro questa storia e i suoi labirinti, allontanandomi di volata dalla nostra felicità, tra l’erba tenera di primavera accanto al cerro. Un altro grido e l’urlo del bambino, affievolito dal vento che spazzava le chiome alte degli alberi lungo le siepi. Accelerai la mia corsa. A quel punto, improvvisamente, da angolazioni diverse del prato, altri quattro uomini stavano convergendo sul luogo dell’incidente, correndo come me.

Il protagonista, un divulgatore scientifico, mentre sta facendo un pic- nic insieme alla sua fidanzata in mezzo ad un prato, vede un pallone aerostatico che, sospinto da un vento improvviso, sta trascinando via un bambino rimasto a bordo…..Insieme al padre del piccolo e ad altri tre uomini, cerca di trattenerlo afferrando una delle funi…ma, uno alla volta i soccorritori lasciano la presa per non essere sollevati in aria…tutti tranne uno….il quale, dopo poco, precipita e si sfracella al suolo davanti agli occhi inorriditi dei quattro uomini.

Stravolto, il nostro uomo accorre nel punto in cui il poveretto è caduto…seguito da un altro dei soccorritori, un giovane fanatico-religioso e visibilmente psicopatico. Il folle si innamora a prima vista del giornalista scientifico e comincia a tormentarlo in tutti i modi, nel tentativo di convincerlo a ricambiare il suo amore (e a credere in Dio).

La vita, prima piacevole accanto alla sua adorata fidanzata, diventa ogni giorno più difficile per il protagonista….Come farsi una ragione di una morte così assurda (il bambino però si salva)….come respingere l’amore fatale e persecutorio del folle…come convincere la sua scettica compagna a non fare le valigie dopo che il loro rapporto è andato in crisi?

E su tutte la domanda: che cosa avviene nella nostra psiche quando è dominata dal sentimento amoroso?

Una citazione:

“L’incidente ebbe tali e tante conseguenze, si sviluppò in un tale groviglio di ramificazioni a partire da quei primi istanti, diede vita a un tale dedalo di amore e di odio, che un po’ di riflessione, di pedanteria persino, non può che farmi bene.”

Dal romanzo è stato tratto nel 2004 il film “ENDURING LOVE“, regia di Roger Michell (”Notting Hill”), che io non ho ancora visto.

So però che la parte dell’innamorato folle è interpretata dall’attore Rhys Ifans, quello che in Notting Hill era il coinquilino gallese e simpaticissimo di Huh Grant.

Una Risposta per “Jan McEwan, L’AMORE FATALE”

per non essere tormentato non poteva a sua volta tormentare il tale, parlando della sua fidanzata tanto da deviare la sua attenzione morbosa?

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